Novena di Natale – nono giorno – 24 Dicembre

CAMMINAVAMO NELLE TENEBRE

(Vigilia della natività del Signore Gesù Cristo)

Segno di Croce: Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni Signore, non tardare

1. Vieni a portare gioia dove regna il dolore,
vieni a consolare i cuori di chi piange nella prova.

Ogni povero ti attende, apre a te le sue mani,
tu ricolmale di grazia e risana i loro cuori.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

2. Vieni, Principe di pace, porta il Regno dell’amore,
spezza il giogo degli oppressi, porta la tua libertà.

Vieni, dono di speranza, e spalanca il nostro cielo.
Inondati dalla luce, noi verremo fino a te.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

3. Vieni, Sposo della Chiesa. Vieni, Agnello vittorioso,
con lo Spirito la Sposa grida a te: Maranathà!

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

Pensiero

Il Profeta Isaia prospetta il tempo della salvezza messianica come il tempo della luce, della gioia e della liberazione. Nel Bambino che ci sarà donato sono raccolte tutte le virtù dei Santi d’Israele: Egli sa la grandezza degli eroi la potenza, saggio, pacifico; sarà il vero “Ernmanuele” cioè Dio in mezzo a noi.

Videro una grande luce

«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a Te come si gioisce quando si miete e come si gioisce quando si spartisce la preda. Poiché il giogo che gli pesava e la sbarra sulle sue spalle, il bastone del suo aguzzino tu hai spezzato come al tempo di Madìan. Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato. Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre» (Is 9,1-6).

Entra nel tempo e nello spazio

O fusione inaudita, o compenetrazione paradossale! Colui che è, viene nel tempo; l’increato si fa oggetto di creazione. Colui che non ha dimensioni, entra nel tempo e nello spazio, e un’anima spirituale si fa mediatrice tra la divinità e la pesantezza della carne. Colui che arricchisce, si fa povero e mendica la mia carne, perché io venga arricchito della sua divinità. Lui, che è la pienezza si svuota, si spoglia per un poco della sua gloria, perché io possa partecipare della sua pienezza. Quale ricchezza di bontà! Quale immenso mistero mi avvolge! Sono stato fatto partecipe dell’immagine di Dio e non ho saputo custodirla: ora Dio si rende partecipe della mia carne, sia per salvare l’immagine che mi aveva data, sia per rendere immortale la mia carne. Entra in comunione con noi, in un modo nuovo ancora più profondo del primo: con chi un tempo condivise il bene, ora condivide il male; quest’ultima comunione è ancora più degna di Dio e, per chi ha intelligenza, ancora più sublime. (S. Gregorio Nazianzeno)

Ascoltaci, o Gesù

Perché accogliamo con cuore semplice e puro il tuo mistero di salvezza
– Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.

Perché i piccoli e i poveri di questo mondo riconoscano la loro dignità di figli di Dio e gioiscano di essere l’oggetto della preferenza divina
– Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù.

Perché tutti gli uomini Ti accolgano e credano in Te
– Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Gesù

O Dio, che ci hai radunato a celebrare in devota letizia la nascita del tuo Figlio, concedi a noi e a tutta la tua Chiesa di conoscere con la fede la profondità del tuo mistero, e di viverlo con amore intenso e generoso, per Cristo nostro Signore. Amen

Calendario dell’Avvento 2020 – Venticinquesima Tappa – 23 Dicembre

Calendario dell’Avvento –  Venticinquesima tappa

23 Dicembre

La Parola per oggi:

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. (Sal 24)

Pensiero: Ogni giorno facciamo una tappa di cammino ma per quale via andiamo? L’uomo saggio ogni giorno chiede al Signore che gli faccia da maestro e guida e gli indichi la via giusta e il sentiero corretto da seguire.

Domanda del giorno: Faccio mia ogni giorno questa preghiera? Desidero sempre rimanere sulla retta via, sulla via del bene? Cosa faccio concretamente per non smarrire la via?

Impegno del giorno:

sei arrivato alla grotta. Vivi queste ore in raccoglimento e preghiera.

Primo passo: Medita il Salmo 24

RIT: Leviamo il capo: è vicina la nostra salvezza.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.

 

Secondo passo:  Durante la novena di Natale medita e prega un po’ di più.

Segnati con il segno di croce. Ritorna alle tue occupazioni ma non dimenticare durante il giorno di avere dei piccoli pensieri per Gesù.

Don Francesco Cristofaro

Novena di Natale – Ottavo giorno – 23 Dicembre

CAMMINAVAMO NELLE TENEBRE

(Vigilia della natività del Signore Gesù Cristo)

Segno di Croce: Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni Signore, non tardare

1. Vieni a portare gioia dove regna il dolore,
vieni a consolare i cuori di chi piange nella prova.

Ogni povero ti attende, apre a te le sue mani,
tu ricolmale di grazia e risana i loro cuori.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

2. Vieni, Principe di pace, porta il Regno dell’amore,
spezza il giogo degli oppressi, porta la tua libertà.

Vieni, dono di speranza, e spalanca il nostro cielo.
Inondati dalla luce, noi verremo fino a te.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

3. Vieni, Sposo della Chiesa. Vieni, Agnello vittorioso,
con lo Spirito la Sposa grida a te: Maranathà!

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

Pensiero

L’AMORE CHE SALVA

L’apostolo Paolo pone l’accento sugli effetti dell’amore di Dio manifestatosi nell’incarnazione. Questo amore è benignità, tenerezza, misericordia e si manifesta nonostante i peccati e le miserie degli uomini. Il fine di questo agire di Dio è quello di renderci suoi figli, rigenerandoci mediante il Battesimo per mezzo dello Spirito Santo, perché possiamo tendere al totale possesso della salvezza.

San Paolo apostolo a Tito

«Carissimo, anche noi un tempo eravamo insensati, disubbidienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, Salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna» (Tt 3,3-7).

Tutto abbiamo ricevuto in Cristo

Tutto abbiamo ricevuto in Cristo. Iddio si è comunicato all’uomo come restauratore della sua natura, come perdono e null’altro che perdono. In qual modo la misericordia di Dio ci concede il perdono del peccato, per unire l’uomo a sé come figlio? Risponde San Paolo: «Mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3,5). Il Battesimo è il suggello della fede: chi si è affidato a Cristo non assume con lui un rapporto isolato, ma entra a far parte della comunità di Cristo, la sua Chiesa: giunge a ciò perché ha avuto in dono lo Spirito stesso di Cristo e dallo Spirito viene inserito nel corpo di Cristo, ne fa parte come membro vivente. Lo Spirito è Dio che in Cristo opera in noi: aiuta, ispira, illumina, santifica non per realizzare una vita solitaria, una comunione individualistica con Dio, ma per collegarci nella comunione con i fratelli in un’autentica carità vissuta. (F. Salvestrin)

Mostraci, Signore, la tua Misericordia

Padre Santo, che per mezzo del Figlio tuo ci hai liberati dal peccato e dalla morte, togli ogni ansia e ogni tristezza dai nostri cuori.
– Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che hai promesso al tuo popolo un germoglio di giustizia, conserva pura e santa la tua Chiesa.
– Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che in Cristo ci hai dato ogni bene, fa’ che non ci separiamo dalla comunione di amore del tuo Spirito
– Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Tu che infondi nel nostro cuore la beata speranza della salvezza, conservaci fedeli e vigilanti fino al giorno del Signore Gesù
– Noi Ti preghiamo, mostraci, Signore, la tua Misericordia.

Oppressi dal giogo del peccato, aspettiamo da Te, Padre misericordioso, la nostra redenzione; fa’ che la nuova nascita del tuo Figlio ci liberi dalla schiavitù antica. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

Novena di Natale – Settimo giorno – 22 Dicembre

SI E’ FATTO CARNE

Segno di Croce: Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni Signore, non tardare

1. Vieni a portare gioia dove regna il dolore,
vieni a consolare i cuori di chi piange nella prova.

Ogni povero ti attende, apre a te le sue mani,
tu ricolmale di grazia e risana i loro cuori.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

2. Vieni, Principe di pace, porta il Regno dell’amore,
spezza il giogo degli oppressi, porta la tua libertà.

Vieni, dono di speranza, e spalanca il nostro cielo.
Inondati dalla luce, noi verremo fino a te.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

3. Vieni, Sposo della Chiesa. Vieni, Agnello vittorioso,
con lo Spirito la Sposa grida a te: Maranathà!

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

Pensiero

Con un misterioso vaticinio il profeta Isaia promette un “segno” di salvezza: la nascita miracolosa dell’ “Emmanuele”, figlio di una vergine. L’Evangelista attribuisce esplicitamente la profezia alla nascita di Gesù: Egli è veramente l’Emmanuele, cioè Dio con noi. Facendosi uomo, Egli è venuto ad abitare in mezzo a noi e rimane con noi anche oggi, nella Chiesa e nell’Eucaristia.

Dio con noi

«”Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto”. Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”. Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele: Dio con noi”» (is 7,10-14).

Dio ha dimorato tra noi

Ti chiederai in che modo la divinità si è incarnata, come il fuoco nel ferro, non trasferendosi, ma comunicandosi. Il fuoco infatti, non si slancia verso il ferro al quale si comunica. Non subisce diminuzione, ma riempie totalmente il ferro al quale si comunica. Allo stesso modo, Dio, il Verbo “che ha dimorato tra noi” non è uscito da Se stesso; il Verbo che si è fatto carne non fu soggetto a mutamento; il Cielo non fu privato di Colui che teneva e la terra accolse nel proprio seno colui che nei cieli.

Lasciati penetrare da questo mistero: Dio è venuto nella carne per uccidere la morte che vi si nasconde. Come le cure e le medicine vincono gli elementi nocivi assimilati dal corpo, e come il buio in casa è dissipato dalla luce che entra, così la morte che teneva in suo potere la natura umana fu distrutta con la venuta della divinità. Come il ghiaccio prevale sull’acqua mentre è notte e persiste l’oscurità, ma appena sorge il sole si scioglie al calore dei suoi raggi, così la morte ha regnato fino alla venuta di Cristo; quando è apparsa la grazia salvatrice di Dio e si è levato il Sole di giustizia, la morte fu assorbita dalla vittoria, non avendo potuto resistere alla presenza della vera vita. Noi pure manifestiamo la nostra gioia, festeggiamo la salvezza del mondo, il giorno della nascita dell’umanità. Oggi è tolta la condanna di Adamo. Non si dirà più: “Polvere tu sei e alla polvere tornerai”, ma: “Unito a colui che è nei cieli, sarai elevato al cielo”. (S. Basilio M.)

Onore e gloria a Te, Signore Gesù.

Per l’immenso amore che Ti ha spinto a farti nostro fratello
– Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Perché ci hai raccolti nella tua Chiesa, arca di salvezza
– Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Perché ci hai dato la speranza della vita gioiosa e senza fine nel tuo regno
– Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Per riparare al peccato degli uomini che non Ti hanno accolto e non Ti amano
– Noi Ti lodiamo, onore e gloria a Te, Signore Gesù!

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

Risplendi su di noi con la luce della tua gloria, Signore Gesù Cristo, e la tua venuta vinca le tenebre del male e porti a tutti gli uomini la liberazione dalla schiavitù del peccato. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Novena di Natale – sesto giorno – 21 Dicembre

L’ANCELLA DEL SIGNORE

Segno di Croce: Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni Signore, non tardare

1. Vieni a portare gioia dove regna il dolore,
vieni a consolare i cuori di chi piange nella prova.

Ogni povero ti attende, apre a te le sue mani,
tu ricolmale di grazia e risana i loro cuori.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

2. Vieni, Principe di pace, porta il Regno dell’amore,
spezza il giogo degli oppressi, porta la tua libertà.

Vieni, dono di speranza, e spalanca il nostro cielo.
Inondati dalla luce, noi verremo fino a te.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

3. Vieni, Sposo della Chiesa. Vieni, Agnello vittorioso,
con lo Spirito la Sposa grida a te: Maranathà!

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

Pensiero

Con l’annuncio di Maria, Dio comincia ad attuare le antiche promesse, che riguardano la venuta del Messia e la redenzione del genere umano. Però, come in tutti gli altri suoi interventi passati nella storia d’Israele, così anche in questo capitale intervento di salvezza, Dio chiede la libera cooperazione umana. E’ sua l’iniziativa, ma non vuole portarla a compimento senza il concorso delle sue creature. Maria che si proclama “l’ancella del Signore” diventa la vera abitazione di Dio e la Madre del Signore. In tal modo Ella, figlia e fiore di tutta l’umanità, per volontà di Dio è lo strumento indispensabile della nostra salvezza.

Come è possibile?

«Nel sesto mese, l’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da Lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te”. A queste parole Ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’Angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’Angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’Angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque Santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’Angelo parli da lei» (Lc 1,26-38).

Il “fiat” di Maria

Nella sfera umana, Maria è sola. Nessuno sa quello che avviene in lei. Che cosa dirà? Maria si rende perfettamente conto dell’estrema importanza di ciò che sta per pronunciare. Come una sposa, Ella sa che questo infinito ha due aspetti: uno di gioia, di tenerezza, di gloria; ma anche un altro aspetto: una immensità invisibile di pena, di redenzione, di riparazione. Dire “sì”, sarebbe mancare di delicatezza, come se Lei fosse uguale a Dio. Dirà solamente: che ciò avvenga, che ciò mi sia fatto! Come se intendesse far comprendere che gettava la sua libertà nel piano divino, oggi di gioia e domani di sofferenza. Fiat! E la parola dell’accettazione. E, nello stesso istante, ciò avvenne. Ella lo seppe. Tacque. L’Angelo adorò il divino mistero e si allontanò in silenzio. (J. Guitton)

Noi Ti ringraziamo, o Gesù

Per il “sì” libero e generoso pronunciato da Maria nel momento dell’Annunciazione
– Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché, per mezzo di Maria, Ti sei fatto uomo e sei divenuto nostro fratello
– Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché hai associato la Madre tua a tutto il mistero di redenzione e di salvezza degli uomini
– Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Perché ci hai dato la Madre tua come nostra Madre amatissima
– Noi Ti ringraziamo, o Gesù.

Calendario dell’Avvento 2020 – Ventitreesima tappa – 21 Dicembre

Calendario dell’Avvento –  Ventitreesima tappa


21 Dicembre

La Parola per oggi:

Una voce! L’amato mio!
Eccolo, viene
saltando per i monti,
balzando per le colline.
L’amato mio somiglia a una gazzella
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate.
Ora l’amato mio prende a dirmi:
«Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto! (Ct 2,8-14)

Pensiero: Chi è l’amato nostro? Chi attendiamo? L’Amato nostro è il Signore. Noi attendiamo Lui. Eccolo accanto noi. Egli ci esorta ad alzarci. Cosa significa alzarsi? Significa vivere, camminare, non fermarsi, non arrendersi.

Domanda del giorno: Gesù è veramente il nostro amore?

Impegno del giorno:

oggi fai un po’ di bene materiale o spirituale a qualcuno.

Primo passo: Medita il brano del Vangelo

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». (Lc 1,39-45)

Secondo passo:  Durante la novena di Natale medita e prega un po’ di più.

Segnati con il segno di croce. Ritorna alle tue occupazioni ma non dimenticare durante il giorno di avere dei piccoli pensieri per Gesù.

#donfrancescocristofaro

Calendario dell’Avvento 2020 – Ventiduesima tappa – 20 Dicembre

Calendario dell’Avvento –  Ventiduesima tappa

20 Dicembre

La Parola per oggi:

nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. (Lc 1,26-38).

Pensiero: Con grande semplicità l’evangelista Luca descrive l’annunciazione dell’Angelo a Maria. Dio ha un progetto. Per attuarlo ha bisogno dell’uomo. L’uomo per realizzarlo ha bisogno di Dio. Quando due si, si incontrano nulla è impossibile a Dio. Ecco che Maria si consegna a Dio. Provate a dare il vostro si al Signore.

Domanda del giorno: Quanti si diciamo al Signore e quanti no?

Impegno del giorno:

Ascolta la Santa Messa domenicale.

Primo passo: Medita il brano del Vangelo

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei..

Secondo passo:  Durante la novena di Natale medita e prega un po’ di più.

Segnati con il segno di croce. Ritorna alle tue occupazioni ma non dimenticare durante il giorno di avere dei piccoli pensieri per Gesù.

Don Francesco Cristofaro

Novena di Natale – Quinto giorno – 20 Dicembre 2020

UNA MISSIONE ALTISSIMA

Segno di Croce: Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni Signore, non tardare

1. Vieni a portare gioia dove regna il dolore,
vieni a consolare i cuori di chi piange nella prova.

Ogni povero ti attende, apre a te le sue mani,
tu ricolmale di grazia e risana i loro cuori.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

2. Vieni, Principe di pace, porta il Regno dell’amore,
spezza il giogo degli oppressi, porta la tua libertà.

Vieni, dono di speranza, e spalanca il nostro cielo.
Inondati dalla luce, noi verremo fino a te.

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

3. Vieni, Sposo della Chiesa. Vieni, Agnello vittorioso,
con lo Spirito la Sposa grida a te: Maranathà!

Vieni, Signore, vieni tra noi!
Vieni, non tardare, salva il mondo.

Pensiero

Il piano di salvezza di Dio si incontra con la volontà e la collaborazione umana di due creature: Maria e Giuseppe. Due creature meravigliose, completamente disponibili al volere del Signore.

Il brano evangelico ci presenta l’uomo giusto e timorato di Dio, scelto ad una missione altissima: fare sulla terra le veci del Padre che è nei Cieli. La figura di Giuseppe ci appare in questo passo alta e drammatica, scolpita di fede e umiltà. Egli non può ancora capire il mistero di Dio, ma quando ha la certezza della divina volontà, crede e obbedisce.

Emmanuele: Dio con noi

«Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: “Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1,18-24).

L’obbedienza di Giuseppe

Di fronte al mistero divino, Giuseppe ha saputo mantenere il contegno giusto. Egli non si lascia prendere da umani sentimenti. Non è in grado di comprendere ciò che vede in Maria e non vuole penetrare a forza il mistero; si ritira piuttosto in disparte, con timida e rispettosa venerazione, abbandonandosi al volere di Dio e lasciando a Lui tutto il resto. Giuseppe dunque obbedisce alla Parola, la mette in pratica, dichiarandosi con le opere strumento docile nelle mani dell’Altissimo. Egli non vuole nulla per sé, perché intende essere semplicemente a disposizione di Dio. Prende quindi con sé Maria, sua sposa, per adempiere la volontà di Dio, perché Ella possa dare alla luce il suo Figlio. Sarà però lui, Giuseppe, in tutta obbedienza, a dargli il nome. Quel nome attorno al quale rotea l’universo e per volontà del quale ogni cosa è stata creata: Gesù, il Messia, il Salvatore. (R. Gutzwilier)

Ascoltaci, o Signore

Perché siamo fedeli agli impegni assunti nel nostro Battesimo e portiamo a termine la nostra vocazione
– Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché, ad imitazione di San Giuseppe, siamo sempre disponibili all’obbedienza al divino volere, anche quando tutto ci appare oscuro
– Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché siamo capaci di ascoltare, nel silenzio interiore, la voce delle divine ispirazioni
– Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché il nome di Gesù, nel quale solo c’è speranza di salvezza, sia conosciuto e invocato da tutti gli uomini.
– Noi Ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

Disponi, o Padre, i nostri cuori a ricevere nel tempio vivo della Chiesa la tua misericordia, perché la nuova nascita del tuo Figlio ci liberi dalla schiavitù del peccato e ci renda degni di partecipare alla ricchezza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Calendario dell’Avvento 2020 – Ventunesima tappa – 19 Dicembre 2020

Calendario dell’Avvento –  Ventunesima tappa

19 Dicembre

La Parola per oggi:

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. (Sal 70)

Pensiero: Cosa spero? Spero che questa cosa mi vada bene che quell’altra riesca? È una speranza passeggera questa. Quando invece ripongo la mia speranza nel Signore, il mio oggi e il domani sono nelle mani del Signore e tutto andrà come il Signore vorrà perché lui benedice ciò che è meglio per me.

Domanda del giorno: Ho questa fiducia e questa speranza nel Signore?

Impegno del giorno:

Vorrei che pensassi a tutte le volte che ti sei appoggiato sull’uomo e alle volte che ti sei appoggiato a Dio. Quali differenze riscontri?

Primo passo:Medita il brano del Vangelo

Lc 1, 5-25
Dal Vangelo secondo Luca

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Secondo passo:  Durante la novena di Natale medita e prega un po’ di più.

Segnati con il segno di croce. Ritorna alle tue occupazioni ma non dimenticare durante il giorno di avere dei piccoli pensieri per Gesù.

Don Francesco Cristofaro