La presenza degli angeli nella nostra vita. Pregare l’angelo custode.

Nella nuova puntata di Fatti per il Cielo, Don Francesco Cristofaro e Mario Sei hanno parlato della presenza degli Angeli nella nostra vita e della figura dell’angelo custode. Ospiti il sacerdote Don Davide Marino e il giornalista Mediaset Federico Pini che ha raccontato come la sua storia di conversione è iniziata all’età di 24 anni proprio per la presenza dell’angelo custode.

Fatti per il Cielo va in onda settimanalmente tutte le domeniche alle 8:40 su Padre Pio Tv e in replica il lunedì e il giovedi alle 13:45.

Ecco il link della puntata.

Fatti per il Cielo – Anime libere – Padre Pio Tv

Fatti per il Cielo è un programma ideato e condotto da Don Francesco Cristofaro, in onda su Padre Pio Tv tutte le domeniche alle 8:40 e in replica il mercoledì alle 10;15 al termine dell’udienza papale e il venerdì alle 13:20.

In questa puntata, don Francesco ha avuto ospite, Claudio Capretti, autore del nuovo libro Anime libere (Intrecci edizioni).

Emma, Ruth e Fatima , si ritrovano a vivere sullo stesso pianerottolo di casa, e nonostante il disappunto dei loro mariti che vietano alle loro mogli di far entrare nelle loro case “queste persone” in quanto diverse, esse, seguendo il loro istinto, si incontrano  per iniziare a “imbastire” una sincera amicizia. Partendo dal rispetto per se stesse e animate dal desiderio di essere amiche, iniziano a mettere in comune il loro dolore legato al dolore dei loro figli. Questo, è il loro punto di partenza, poiché sono consapevoli che non ci si può incamminare sul viale dell’amicizia se prima non conosci il dolore di chi ti cammina accanto. Loro stesse,  nello scegliere di essere libere da ogni forma di pregiudizio, si accorgeranno che la diversità religiosa più che un ostacolo, diverrà una ricchezza che manifesteranno alla fine dinanzi alle loro comunità.

Famiglie protagoniste:

Emma e Giuseppe, cristiani e attivi in parrocchia che si trovano ad affrontare il dolore di Matilde, che di nascosto di loro ha abortito.  A causa di questo evento, la famiglia si divide e ognuno di loro, vive nella solitudine il proprio dolore senza accorgersi che questo atteggiamento, amplifica la loro fragilità e il loro dolore. Nel narrare il loro impegno in parrocchia, ho evidenziato la delusione di questa famiglia quando si scontrano con l’autoreferenzialismo , il protagonismo e l’esibizionismo di realtà ecclesiali che dovrebbero essere a servizio della chiesa. Sono quelle classiche situazioni che purtroppo allontanano le persone dalla parrocchia. (cap 5)

Ruth e Jacob, ebrei osservanti, nonostante siano trascorsi diversi anni, non riescono ancora a superare il dolore a causa dell’abuso che il loro figlio, David, subì da bambino. Anche in questa famiglia, ognuno di loro, vive nella solitudine il loro dolore. (cap 4)

Fatima e Hibraim, musulmani osservanti, vivono con il dolore e il rimorso di avere un figlio che, in un attacco terroristico, uccide uccidendosi. Nel racconto, verrà fuori che le cose non stanno in questo modo, bensì che il loro figlio, Hassan, è stato ucciso dai suoi capi in quanto si è rifiutato di uccidere. Tutto ciò, lo sapranno attraverso il loro nipote Ismael, il quale, con incoscienza, aderì con Hassan a un gruppo terroristico. (cap 3)

Le tre donne, dopo aver condiviso il loro dolore, comprendono che la prima cosa da fare è quella di recuperare il loro legame con i loro mariti, scoprendo che ognuno di loro si allontanano dal posto di lavoro sempre lo stesso giorno della settimana. Ognuna di loro, pedinando il loro marito scopre che:  Jacob, per entrare nel dolore del figlio e aiutarlo, fa volontariato presso una casa di accoglienza di  ragazzi abusati (cap 7);  Giuseppe, per capire il dolore di sua figlia e aiutarla, rimane a osservare dentro un ospedale, le ragazze che abortiscono (cap 8); Hibraim, per superare il dolore della morte di suo figlio, si reca nel museo a fissare un volto dipinto che lo riconduce a suo figlio (cap 9).

Le tre donne dopo aver raggiunto  i loro rispettivi mariti, tornano a condividere il loro dolore con ognuno di loro in una forma nuova e spingono i loro mariti a incontrarsi con i loro figli. Nel frattempo Fatima viene a conoscenza che Ismael, il nipote che hanno cresciuto e che con Hassan aveva aderito al gruppo terroristico, si trova ora in Italia in prigione. Se Hibraim lo ritiene responsabile della morte di suo figlio e non vuole incontrarlo, Fatima, vede in questo fatto l’opportunità di sapere la verità e convince Hibraim ad andare a trovarlo in prigione (cap 13). Nello stesso giorno in cui Hibraim incontra Ismael, Jacob porta suo figlio in montagna (cap 15) e  Giuseppe porta sua figlia al mare (cap 14). In questi capitoli, ho evidenziato sia il ruolo del padre nel contesto familiare dinanzi a problematiche difficili, e sia il ruolo che le loro mogli hanno avuto nel rimarcare ai loro mariti il ruolo di padri. Al temine di questi tre capitoli, c’è l’incontro e l’abbraccio dopo che ogni figlio avrà consegnato il proprio dolore al proprio padre e viceversa.

Superato questo scoglio, le tre donne iniziano a come palesare ai loro mariti la loro amicizia. Così, organizzano due incontri fra le tre famiglie che devono apparire agli occhi dei loro mariti del tutto casuali. Un primo incontro avviene in un supermercato (cap 11) e un secondo incontro al mare (cap 23). In questo capitolo tra Matilde e David nasce un sentimento molto forte che sfocerà nell’amore (cap 27). Questo amore, li porterà a superare il loro incidentato passato. Sempre in questo capitolo, i due ragazzi si conosceranno anche con Ismael, rimesso in libertà in quanto innocente e Clarissa, la sua fidanzata.

Nel cap 28, le tre donne, aiutate dai loro figli escono allo scoperto e palesano ai loro mariti che, nonostante le loro diversità di credo, vogliono restare amiche. Dinanzi a questa dichiarazione, i mariti reagiscono in malo modo; saranno i loro figli che li faranno prendere atto dell’assurdità delle loro posizioni. Quella stessa sera, mogli e mariti e subito dopo i loro figli, si ritroveranno sul pianerottolo di casa a condividere l’inizio della loro amicizia.

Il cap 29 si svolge nel giardino della parrocchia dove il parroco ha invitato le altre due comunità religiose con le loro guide, un rabbino e un imam, a raccontare l’esperienza di queste tre donne, le quali fidandosi di Dio, hanno scelto d’incontrarsi. Diventerà un momento di condivisione in cui le tre guide, ricordando anche le parole di papa Francesco, ribadiscono che camminare insieme e costruire un mondo pacifico, è possibile.

Il cap 30 chiude il racconto con l’immagine di Ruth, Emma e Fatima che, nel cuore della notte, si incamminano su un sentiero di montagna per arrivare sulla cima allo spuntare del sole per seminare, su un piccolo campo, dei ciclamini. Ogni cosa ha un senso: la notte rappresenta che proprio nelle notti oscure del loro dolore si sono incontrate e hanno camminato insieme. Il terreno che viene dissodato significa che, prima di seminare, occorre dissodare il terreno del proprio cuore da ogni forma di pregiudizio. Scavare la terra inserire i bulbi di ciclamino, significa che per accogliere il dolore dell’altro, del diverso, devi scavare dentro il proprio cuore in modo da fargli spazio e accoglierlo. L’acqua che queste donne verseranno sui bulbi seminati, rappresentano le lacrime che hanno versato. Il sole che sorgendo bacia il terreno seminato, rappresenta la vittoria della Luce sulle tenebre.  Questa è la storia di tre donne di mezza età, in menopausa e un po’ in sovrappeso. Tre donne su cui nessuno avrebbe mai scommesso, ad eccezione di Dio che scruta i cuori e che fa delle pietre scartate, pietre angolari. Ognuna di loro, lasciandosi toccare da Dio, hanno poi realizzato opere che hanno toccato il cuore di Dio. Ed è a questo punto che Egli, ha operato attraverso queste tre donne, miracoli che solo Lui può compiere.

Liturgia della Parola – Letture del giorno e commento al Vangelo – 28 Dicembre

Liturgia della Parola – Letture del giorno e commento al Vangelo – 28 Dicembre

(Per il Vangelo puoi consultare oltre al testo anche il video con il commento)

Prima Lettura

1 Gv 1,5 – 2,2Dalla prima lettera di san Giovanni Apostolo.
Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 123

RIT: Chi dona la sua vita risorge nel Signore.

Se il Signore non fosse stato per noi,
quando eravamo assaliti,
allora ci avrebbero inghiottiti vivi,
quando divampò contro di noi la loro collera.

Allora le acque ci avrebbero travolti,
un torrente ci avrebbe sommersi;
allora ci avrebbero sommersi
acque impetuose.

Siamo stati liberati come un passero
dal laccio dei cacciatori.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore:
egli ha fatto cielo e terra.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore;
ti acclama la candida schiera dei martiri.

Alleluia.

Vangelo

Mt 2, 13-18
Dal Vangelo secondo Matteo

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Fratelli, eleviamo al Padre la nostra preghiera, perché per mezzo di Cristo, il grande innocente, trovino significato e redenzione le sofferenze di chi, ogni giorno nel mondo, soffre la persecuzione e la morte. Diciamo insieme:

Apri il nostro cuore, o Signore.

Signore, tu avevi promesso la sazietà agli affamati e la ricchezza ai poveri; ma la fame nel mondo non cessa di crescere, perché non condividiamo i nostri beni. Preghiamo:

Signore, tu avevi promesso la gioia e la solidarietà a chi soffre; ma la disperazione è ancora presente nel mondo, perché noi non prestiamo attenzione a chi si trova nella tristezza. Preghiamo:

Signore, tu avevi promesso la liberazione degli oppressi; ma il potere continua a schiacciare, sul nascere, la vita di tanti innocenti, e sulla terra spuntano sempre nuove forme di schiavitù. Preghiamo:

Signore, tu avevi promesso la pace; ma le guerre seminano ancora morte e sofferenza, e tante madri piangono la distruzione delle loro famiglie e la morte dei loro cari. Preghiamo:

Signore, tu avevi promesso la concordia e la felicità; ma l’egoismo è ancora prepotentemente vivo nei nostri rapporti sociali, nella nostra vita di ogni giorno. Preghiamo:

Per i bambini sofferenti della nostra comunità.
Per le nostre mamme, perché educhino con amore i loro figli.

O Dio, amante della vita, accogli fra le tue braccia tutti gli innocenti del mondo, vittime dell’odio, e concedi a noi di testimoniarti con una vita docile allo Spirito e fedele al vangelo di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

Fatti per il Cielo – Beati i perseguitati per causa della giustizia

Continuano le puntate di Fatti per il Cielo in onda tutte le domeniche alle 8:40 su Padre Pio Tv (Canale 145). Il programma scritto e ideato da Don Francesco Cristofaro è al secondo anno di programmazione. In questa puntata l’ultima delle beatitudini. Segnaliamo un appuntamento molto speciale, l’8 dicembre con una doppia messa in onda. La trasmissione va in esterna presso il Santuario Madonna dei Poveri a Seminara di Reggio Calabria. Sempre su Padre Pio Tv alle 9 e alle 16:20.