Qual è la parte migliore? Scegliere Gesù – Don Francesco Cristofaro – XVI Domenica per Anum

Qual è la parte migliore? Scegliere Gesù – Don Francesco Cristofaro – XVI Domenica per Anum

 

Quando ci troviamo dinanzi a questa pagina di vangelo è come se ci sentiamo autorizzati ad additare Marta come la sorella cattiva che non ha compreso ciò che realmente conta e Maria la sorella buona che ha scelto di stare ai piedi di Gesù e di ascoltarlo. Beh, niente di più sbagliato. Gesù in questo vangelo non fa questa classificazione o distinzione. Gesù vuole molto bene alle sorelle di Betania e a Lazzaro loro fratello. Gesù si serve di questo episodio per parlare a noi di qualcosa di molto più profondo e spirituale: il valore e l’importanza del silenzio, dell’ascolto, e della preghiera.

Marta è agitata, affannata da ciò che deve fare. Le cose fatte con l’ansia non sono buone. Creano malessere in noi stessi, delusione e incomprensione.

Marta è mossa da un cuore buono che vuole mostrare accoglienza e affetto verso il suo amico Gesù. Qual è la nota negativa? Non è un servizio libero. Lei cerca attenzione e riconoscenza. L’ansia fa avvertire il peso e la fatica. Lei si è stancata per l’agitazione e l’affanno che si sono “impossessati” di lei.

L’amore fa rima con silenzio. Le cose si fanno con amore e nel silenzio e quel silenzio ci apre ad un ascolto e così mentre si lavora in silenzio, si ascolta, si prega, si comprende.

Quante prove, fatiche, lotte affrontiamo durante i nostri giorni? Come si può resistere e vivere senza sopravvivere? Con la preghiera. Forse la nostra preghiera è distratta, meccanica, sostenuta da una fede debole e quasi spenta e per questo non riusciamo a comprendere la potenza della preghiera.

La nostra epoca purtroppo è un’epoca senza preghiera. Tutti sentono il bisogno di evadere, di scappare di riempire le ore e i giorni di cose da fare. Ma perché si scappa? Perché c’è un malessere interiore. C’è vuoto interiore allora dobbiamo riempirci di cose, di impegni di corse. Oggi si è staccati da Dio.

Il Vangelo di oggi ci ricorda questa verità. Ascoltiamo il Vangelo di questa domenica.

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta”. Lc 10, 38-42

 

Oggi basterebbe portare la luce di Dio nelle case e non ci sarebbe più il bisogno di evadere, di scappare. Si starebbe bene insieme, in case povere ma piene di Dio. Oggi abbiamo case ricche ma vuote della grazia di Dio.

Marta vuole offrire un’ospitalità dignitosa. Maria è incantata da Gesù.

Una sola cosa è necessaria. Cosa vuole dire Gesù? Gesù condanna l’affanno. L’affanno vuol dire che non siamo pienamente appoggiati, abbandonati al Signore ma puntiamo sulle nostre capacità e sul nostro orgoglio. Ci vuole più fede.

Maria si è scelta la parte migliore. Allora dobbiamo sempre pregare? No Gesù non dice questo. Gesù vuole che tutto ciò che facciamo sia unito sempre al Signore.

Ricordate le parole di Gesù: “Io sono la Vite voi i tralci”. I tralci vivono se restano attaccati alla vite cosi anche noi restiamo in vita se restiamo attaccati a Cristo.

Il Vangelo di oggi ci invita a scegliere la parte migliore: fare con Cristo, costruire con Lui. Un uomo che prega e che crede è forte perché la sua forza è il Signore è la sua forza.  San Giovanni Bosco amava dire: “Quando sono con Dio siamo la maggioranza”. Giorgio La Pira sindaco di Firenze e santa persona, quando aveva una giornata intensa si lavoro diceva: “oggi abbiamo tanto da fare allora, raddoppiamo la preghiera”.

Come gli apostoli chiediamo a Gesù, con tutta l’umiltà: “Signore insegnaci a pregare”. Ma dobbiamo metterci in ascolto.

 

Vuoi sapere se ami davvero Dio ? – Don Francesco Cristofaro (Sul Vangelo della XV Domenica per Anum)

Vuoi sapere se ami davvero Dio ? – Don Francesco Cristofaro (Sul Vangelo della XV Domenica per Anum)

L’Apostolo Giovanni nella sua prima lettera cosi scrive ed esorta i credenti: Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.  E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello. (1 Gv 4,20-21).

Già questo versetto ci spiazza e ci mette dinanzi alla realtà:  il mio amore per il Signore è reale se è reale e concreto il mio amore per i fratelli. È facile amare un Dio invisibile, un crocifisso che non parla e magari credo di rendere felice per il lumino che accendo con la monete che lascio cadere nel candeliere. Il fratello che mi sta dinanzi ha voce, carne, ossa e anche lingua. Il fratello chiede, esige, ti giudica. Il fratello sa essere cattivo.

Ma come deve essere questo amore per il Signore? Ci viene in aiuto ancora la Parola di Dio. Il primo comandamento così dice: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.  Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. (Mt 22,37-38). Purtroppo questo comandamento dice a noi credenti una triste verità: siamo bugiardi. Siamo fortemente bugiardi. Se amassimo veramente Dio, se osservassimo veramente questo comandamenti, il mondo sarebbe un giardino di colori e di fiori, di amore e fratellanza. Come è possibile che i fratelli si uccidano tra di loro? Come è possibile la follia della guerra e tanti uomini di Stato niente riescono a fare per fermarla. Quando si ama non si distrugge ma si protegge, si cura. Dio ci chiede di essere amato e noi lo rinneghiamo. Quando una persona ama Dio glielo si legge negli occhi, nell’espressione, nei gesti e nella stessa vita.

Quando posso dire di amare veramente Dio? Quando riesco ad amare il prossimo.

Ma chi è il nostro prossimo? Noi sappiamo chi è nostro padre, nostra madre, i nostri fratelli o amici ma non sappiamo riconoscere il prossimo. Ecco che Gesù racconta la Parabola del Buon Samaritano. Ne vale la pena leggerla insieme.

Vangelo della Domenica

Lc 10, 25-37
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”. Gesù gli disse: “Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?”. Costui rispose: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso”. Gli disse: “Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai”.
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: “E chi è mio prossimo?”. Gesù riprese: “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?”. Quello rispose: “Chi ha avuto compassione di lui”. Gesù gli disse: “Va’ e anche tu fa’ così”.

 

Ci sembra strano come la parabola faccia riferimento al negativo di due categorie religiose che in realtà dovrebbero dare l’esempio in quanto ad amore e a servizio. Eppure, ci dice il racconto che lasciano l’uomo mezzo morto a terra e tirano dritto. Cosa ci insegna questo? Non è tutto automatico. Mi spiego meglio. Non perché io sia un prete vuol dire che sono un bravo prete. Non perché tu sia cristiano e ti professi credente, vuol dire che ti ritieni buon cristiano e bravo credente. Non sono le norme imparate a memoria o gli inchini fatti che ti rendono spiritualmente bravo ma le opere concrete. Se dici di amare con la bocca e poi odi con il cuore hai fallito. Se sull’altare ricevi il Corpo di Cristo e poi lo calpesti perché sei cattivo, disonesto hai fallito.

Il samaritano è considerato un nemico della religione. Eppure il suo cuore è più grande di molti religiosi. Non predica amore ma ama. Non ostenta preghiere ma si inginocchia sul fratello sofferente e prega su di lui servendolo e salvandolo.

Oggi mi chiedo allora: quanto amo davvero Dio?

Don Francesco Cristofaro

 

 

Preghiera:

Signore mi chiedo spesso se ti amo e come ti amo.

Oggi ho incontrato tante persone.

Non sono riuscito a fare tante cose per loro.

Alcune le ho ascoltate, ad altre ho dato un sorriso.

A qualcuno ho chiesto “come stai?”.

Per tutti ho desiderato la pace, il bene, l’amore.

Di tutti loro ti parlo e ti chiedo preghiera di ascolto.

Tu oggi mi hai visitato in loro.

Ti ho amato? Non lo so.

 

(di Don Francesco Cristofaro)

Quinta Domenica di Quaresima – Un cuore misericordioso

Quinta Domenica di Quaresima – Verso la meta.

 

“corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù” (Fil 3,8-14).

San Paolo ci dice e ci ricorda l’importanza di correre verso la meta, verso Gesù.

Quante volte noi corriamo incontro ad alcune cose che desideriamo con forza? Ci mettiamo impegno, amore, energia fino a riuscire ad ottenere la meta desiderata.

Quanto, invece, realmente corriamo verso il Signore?

Come si corre verso il Paradiso?

In due frasi di San Paolo c’è il segreto.

La prima: “Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla”. Si “corre” con questa consapevolezza: non siamo perfetti. Non siamo senza peccati. In quel “mi sforzo” c’è tutto un programma.

E’ un cammino che non si può fare da soli. Noi mettiamo i piedi ma il Signore ci deve dare le scarpe. Noi ci mettiamo le gambe ma il Signore ci deve dare il suo bastone. Noi ci mettiamo il cuore ma il Signore ci deve benedire, sostenere, aiutare.

La seconda frase di San Paolo: “anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù”.

Da chi siamo stati conquistati? Chi ha conquistato il nostro cuore?

Da quante cose esso è occupato?

Nel Vangelo di Oggi presentano una donna peccatrice. In questi versetti ci sono tre cuori diversi.

Ecco il brano di questa Quinta domenica.

 

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». (Gv 8,1-11).

 

C’è il cuore degli scribi e dei farisei, un cuore cattivo. Non conosce il sentimento della misericordia. Il peccatore deve morire:

non ricordano il Salmo: “non sarà condannato chi in Lui si rifugia” (Sal 33).

La donna ha peccato. Per loro deve morire.

C’è poi il cuore di questa donna. E’ un cuore pieno di peccati, talmente pesante che a stento riesce a portarlo nel suo corpo che non conserva più la purezza. Lei sa di essere in torto e di aver peccato. È’ un cuore che piange, che sangue. E’ un cuore che grida pietà:

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato (Sal 50).

Poi c’è il cuore di Gesù, ricco di Misericordia. L’unico che può condannare sceglie la via del perdono. Lui non sceglie la strada della morte, ma della vita. Visita il cuore è lo cura, lo salva, lo lava.

Scegliamo di seguire la via di Gesù. Scegliamo la misericordia. Non puntiamo il dito ma apriamo le braccia. Il nostro amore curi le ferite dei fratelli che sono caduti. Non come coloro che non cadono mai ma come coloro che sono stati rialzati dalla misericordia del Signore.

Gesù confido in Te

Don Francesco Cristofaro

Letture del giorno – 29 gennaio 2022 (con video commento al Vangelo)

Letture del giorno – 29 gennaio 2022 (con video commento al Vangelo)

Prima Lettura

2 Sam 12, 1-7. 10-17Dal secondo libro di Samuele.
In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui».
Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non averla evitata». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore, Dio d’Israele: “La spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Urìa l’Ittita”. Così dice il Signore: “Ecco, io sto per suscitare contro di te il male dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che giacerà con loro alla luce di questo sole. Poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”».
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. Tuttavia, poiché con quest’azione tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa.
Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Urìa aveva partorito a Davide e il bambino si ammalò gravemente. Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino, si mise a digiunare e, quando rientrava per passare la notte, dormiva per terra. Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra, ma egli non volle e non prese cibo con loro.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 50

RIT: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

RIT: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.

RIT: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.

RIT: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio, unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto,
ma abbia la vita eterna.

Alleluia.

Vangelo

Mc 4, 35-41
Dal Vangelo secondo Marco

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Letture del giorno – 28 Gennaio 2022 (con video commento al Vangelo)

Letture del giorno – 28 Gennaio 2022 (con video commento al Vangelo)

memoria di San Tommaso D’Aquino.

Un astro di luce particolare e inestinguibile brilla nel cielo del secolo XIII; luce che attraversa i secoli, che illumina le menti: l’Angelico Dottore S. Tommaso.

Nacque ad Aquino nell’anno 1227 dal conte Landolfo e dalla contessa Teodora, parente di Federico Barbarossa, signori fra i più illustri di quei tempi.

Mirabili ed eccelse furono le sue virtù. Tale e tanta fu la sua umiltà che ricusò l’arcivescovado di Napoli ripetutamente offertogli dal Sommo Pontefice. Il suo confessore ebbe a dire: « Fra Tommaso a 50 anni aveva il candore e la semplicità di un bambino di cinque anni ».

PRATICA. Impariamo da questo santo la fermezza nell’eseguire la volontà di Dio.

 

 

Prima Lettura

2 Sam 11,1-4.5-10.13-17Dal secondo libro di Samuele.
All’inizio dell’anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a compiere devastazioni contro gli Ammoniti; posero l’assedio a Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.
Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: «È Betsabea, figlia di Eliàm, moglie di Urìa l’Ittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla.
La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Urìa l’Ittita». Ioab mandò Urìa da Davide. Arrivato Urìa, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Urìa: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Urìa uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Urìa dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide: «Urìa non è sceso a casa sua».
Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Urìa uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Urìa. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Urìa sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Urìa nel luogo dove sapeva che c’erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Urìa l’Ittita.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo Responsoriale

Sal 50

RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa io sono nato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.

RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Fammi sentire gioia e letizia:
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.

RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Alleluia.

Vangelo

Mc 4, 26-34
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

letture del giorno – 27 gennaio 2022 e video commento al Vangelo

letture del giorno – 27 gennaio 2022 e video commento al Vangelo

Prima Lettura

2 Sam 7, 18-19.24-29Dal secondo libro di Samuele.
Dopo che Natan gli ebbe parlato, il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: «Chi sono io, Signore Dio, e che cos’è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui? E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, Signore Dio: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa è legge per l’uomo, Signore Dio! Hai stabilito il tuo popolo Israele come popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro.
Ora, Signore Dio, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa confermala per sempre e fa’ come hai detto. Il tuo nome sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti è il Dio d’Israele!”. La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai rivelato questo al tuo servo e gli hai detto: “Io ti edificherò una casa!”. Perciò il tuo servo ha trovato l’ardire di rivolgerti questa preghiera.
Ora, Signore Dio, tu sei Dio, le tue parole sono verità. Hai fatto al tuo servo queste belle promesse. Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sia sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore Dio, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo è benedetta per sempre!».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 131

RIT: Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

Ricòrdati, Signore, di Davide,
di tutte le sue fatiche,
quando giurò al Signore,
al Potente di Giacobbe fece voto.

RIT: Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

«Non entrerò nella tenda in cui abito,
non mi stenderò sul letto del mio riposo,
non concederò sonno ai miei occhi
né riposo alle mie palpebre,
finché non avrò trovato un luogo per il Signore,
una dimora per il Potente di Giacobbe».

RIT: Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

Il Signore ha giurato a Davide,
promessa da cui non torna indietro:
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!

RIT: Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò loro,
anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono».

RIT: Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto».

RIT: Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.

Alleluia.

Vangelo

Mc 4, 21-25
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

26 Gennaio – Santi Timoteo e Tito – commento alla Liturgia (Video)

Questi due vescovi sono discepoli di San Paolo. Nelle lettere del Nuovo Testamento ne troviamo due indirizzate a loro con delle raccomandazioni per il loro ministero.

La prima lettura della liturgia del giorno contiene un invito rivolto a Timoteo ma valido per ogni cristiano di sempre: “Mi ricordo infatti della tua schietta fede … “ e ancora, “Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te…” e conclude: “Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro…”. Queste esortazioni diventano per noi un esame di coscienza per verificare la nostra fede e il cammino spirituale. A volte sembra che a causa delle vicende del mondo la nostra fede si sia stancata, assopita, quasi addormentata e si perde l’entusiasmo. Dovremmo chiedersi se il nostro essere cristiani non sia diventato qualcosa di troppo abitudinario per cui, le preghiere sono abitudine, l’eucarestia è diventata abitudine, tutto è diventato abitudine. Il cristiano deve essere un motore trainante, una vela sempre spiegata, deve essere contagioso con il suo amore, con la misericordia, con il bene. Quando poi un cristiano arriva a vergognarsi di definirsi tale vuol dire che si sta vivendo una doppia identità: cristiani in chiesa e poi fuori tutto il resto.

La liturgia di oggi ci dice che non solo abbiamo bisogno di cristiani autentici e coraggiosi ma che abbiamo bisogno di seminatori del Vangelo, ministri della Parola capaci di seminare il buon seme nel mondo.

Nel Vangelo c’è proprio questo appello alla preghiera: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Da Cristo ad oggi questo invito non si è mai arrestato. Sempre il Signore ha suscitato nel cuore la vocazione ad essere operai del vangelo, pescatori di uomini.  La Chiesa deve adoperarsi nella pastorale vocazionale. Nel giardino di Dio ci sono tutti i fiori ma ogni fiore ha bisogno di una cura specifica. Non possiamo curare solo alcuni fiori e lasciare gli altri.

Meravigliosa l’espressione con cui chiude il Vangelo di questo giorno: dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. L’uomo, spesso avvolto da mille affanni, ha bisogno di una certezza: Dio è vicino a te.

Lc 10,1-9
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Letture del giorno – 4 Dicembre 2021 – sabato della prima di Avvento

Letture del giorno – 4 Dicembre 2021 – sabato della prima di Avvento

Prima Lettura

Is 30, 19-21.23-26Dal libro del profeta Isaia.
Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme,
tu non dovrai più piangere.
A un tuo grido di supplica [il Signore] ti farà grazia;
appena udrà, ti darà risposta.
Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione
e l’acqua della tribolazione,
non si terrà più nascosto il tuo maestro;
i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,
i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te:
«Questa è la strada, percorretela»,
caso mai andiate a destra o a sinistra.
Allora egli concederà la pioggia per il seme
che avrai seminato nel terreno,
e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso;
in quel giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.
I buoi e gli asini che lavorano la terra
mangeranno biada saporita,
ventilata con la pala e con il vaglio.
Su ogni monte e su ogni colle elevato
scorreranno canali e torrenti d’acqua
nel giorno della grande strage,
quando cadranno le torri.
La luce della luna sarà come la luce del sole
e la luce del sole sarà sette volte di più,
come la luce di sette giorni,
quando il Signore curerà la piaga del suo popolo
e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.146

RIT: Beati coloro che aspettano il Signore.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

RIT: Beati coloro che aspettano il Signore.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

RIT: Beati coloro che aspettano il Signore.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.

RIT: Beati coloro che aspettano il Signore.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Il Signore è nostro giudice,
nostro legislatore, nostro re:
egli ci salverà.

Alleluia.

Vangelo

Mt 9, 35-10,1.6-8
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Preghiera dei Fedeli

Il Signore viene per mantenere le sue promesse: egli porta consolazione e pace a chi lo accoglie con fede. Per questo diciamo insieme:

Consola il tuo popolo, Signore.

Signore, la tua Chiesa gusta ogni giorno il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione: donale forza, perché ti sia fedele nel cammino della passione. Preghiamo:

Signore, il tuo popolo ha fame della Parola che salva: non fargli mancare maestri e testimoni del tuo vangelo. Preghiamo:

Signore, il male dilaga nel mondo e i piccoli e i poveri ne sono le prime vittime: scuoti le nostre coscienze, perché ci impegniamo in prima persona. Preghiamo:

Signore, di fronte alle disgrazie e alle prove della vita spesso restiamo smarriti e sconvolti: donaci di credere che, per la tua grazia, niente è perduto nella vita dell’uomo. Preghiamo:

Signore, nel nostro mondo nessuno fa nulla per nulla: aiuta la nostra comunità parrocchiale a dar prova di gratuità e di vero amore. Preghiamo:

Per i malati incurabili.
Per gli animatori della pastorale parrocchiale.

Accogli, o Padre, la nostra preghiera e fa’ che sappiamo impegnarci lealmente ogni giorno nell’annuncio del vangelo, perché sia sperimentata attorno a noi la presenza del Signore che salva. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Letture del giorno – 3 Dicembre 2021 – Venerdì Prima settimana di Avvento

Letture del giorno – 3 Dicembre 2021 – Venerdì Prima settimana di Avvento

Prima Lettura

Is 29, 17-24Dal libro del profeta Isaia.
Così dice il Signore Dio:
«Certo, ancora un po’
e il Libano si cambierà in un frutteto
e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro;
liberati dall’oscurità e dalle tenebre,
gli occhi dei ciechi vedranno.
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,
i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele.
Perché il tiranno non sarà più, sparirà l’arrogante,
saranno eliminati quanti tramano iniquità,
quanti con la parola rendono colpevoli gli altri,
quanti alla porta tendono tranelli al giudice
e rovinano il giusto per un nulla.
Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore,
che riscattò Abramo:
“D’ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire,
il suo viso non impallidirà più,
poiché vedendo i suoi figli l’opera delle mie mani tra loro,
santificheranno il mio nome,
santificheranno il Santo di Giacobbe
e temeranno il Dio d’Israele.
Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza,
quelli che mormorano impareranno la lezione”».

C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.

Salmo Responsoriale

Sal.26

RIT: Il Signore è la mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

RIT: Il Signore è la mia luce e mia salvezza.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

RIT: Il Signore è la mia luce e mia salvezza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

RIT: Il Signore è la mia luce e mia salvezza.

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

Il Signore viene, andiamogli incontro:
egli è la luce del mondo.

Alleluia.

Vangelo

Mt 9, 27-31
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

   

Preghiera dei Fedeli

Per mezzo del suo Figlio, Dio ridona la vista ai ciechi, l’udito ai sordi e la gioia agli afflitti. Con il desiderio di essere noi pure guariti dal male e trasformati in uomini nuovi, lo preghiamo dicendo:

Signore, liberaci dal male.

Perché la Chiesa, luce delle genti, testimoni che in Cristo ogni tenebra è vinta, ogni colpa perdonata, ogni morte redenta. Preghiamo:

Perché tutti i cristiani avvertano come compito specifico l’impegno per il superamento di ogni ingiustizia. Preghiamo:

Perché nel mondo crollino le dittature e ogni altra forma di governo che non rispettano la libertà e la dignità dell’uomo. Preghiamo:

Perché noi fedeli, che spesso crediamo di vedere, ricerchiamo umilmente e attentamente la verità, consapevoli di non possederla mai compiutamente. Preghiamo:

Perché la cecità fisica dei non vedenti, accettata e unita alla sofferenza di Cristo, diventi testimonianza di luce per i non credenti. Preghiamo:

Per quanti si occupano dei malati.
Per quanti si preparano alla prima comunione e alla cresima.

O Padre, che hai pietà e misericordia di ogni uomo, ascolta le nostre suppliche e donaci di credere fermamente in te, che sempre ci illumini e ci salvi. Per Cristo nostro Signore. Amen.