Catechesi: “In Ascolto della sua voce”

4 Gennaio 2021

 

Preghiera

O Spirito di Dio, che con la tua luce distingui la verità dall’errore, aiutaci a discernere il vero. Dissipa le nostre illusioni e mostraci la realtà. Facci riconoscere il linguaggio autentico di Dio nel fondo dell’anima nostra e aiutaci a distinguerlo da ogni altra voce.

Mostraci la Volontà divina in tutte le circostanze della nostra vita, in modo che possiamo prendere le giuste decisioni.

Aiutaci a cogliere negli avvenimenti i segni di Dio, gli inviti che ci rivolge, gli insegnamenti che vuole inculcarci.

Rèndici atti a percepire i tuoi suggerimenti, per non perdere nessuna delle tue ispirazioni. Concedici quella perspicacia soprannaturale che ci faccia scoprire le esigenze della carità e comprendere tutto ciò che richiede un amore generoso.

Ma soprattutto eleva il nostro sguardo, là dove egli si rende presente, ovunque la sua azione ci raggiunge e ci tocca. Per Cristo nostri Signore. Amen.

Padre Nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

Lettura del testo

Vangelo

Mt 2, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: “Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele””.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: “Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Alcuni aspetti da sottolineare per la nostra meditazione.

 

  1. Un viaggio alla ricerca del Salvatore.
  2. Una ricerca nelle Scritture
  3. Una ricerca nei segni dei tempi
  4. La personale adesione.

 

 

Il primo versetto ci contestualizza storicamente la nascita di Gesù. Non è una favola. La nostra fede è anche storia. Possiamo ben dire: Tradizione, Scrittura, Magistero. Cammino di comprensione.

La fede è un dono ma è anche ricerca: è dono dall’alto ma è ricerca dal basso. È dono di Dio ma è ricerca dell’uomo. I magi non sappiamo chi sono. Sapienti provenienti dall’oriente e in quanto tale ricercatori, osservatori. In un segno riconoscono un messaggio preciso: un fatto di straordinaria grandezza. E’ nato un re, anzi è nato il re dei Giudei.

DOMANDA PER VOI. Abbiamo ricevuto in dono la fede. Cosa facciamo per custodirla e proteggerla? Cosa facciamo per vivificarla? Cosa facciamo per alimentarla.

Non basta nascere per restare in vita. Non basta dire io credo per avere fede. Succede che un terremoto che approda nella nostra vita ci porta a perdere la fede. Questo perché? O non era vera fede prima o non abbiamo fatto nulla per curarla, alimentarla.

ALTRA DOMANDA PER VOI: Quanta parola di Dio mangiamo ogni giorno? Quanta ne meditiamo, leggiamo? Quanti momenti riusciamo a ritrarre per la preghiera personale? È una preghiera senza distrazioni? Come viviamo la celebrazione della Santa Messa? Come ci accostiamo all’Eucarestia? Provate a dare un nuovo senso e valore a tutto questo e la vostra fede inizierà a risplendere.

LA FEDE E’ DONO MA ANCHE RICERCA. LA FEDE E’ REGALO MA IMPEGNO SACRIFICIO.

I Magi scrutano le Scritture e vedono il segno. Riconoscono la regalità e la divinità.

Anche i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo hanno le antiche profezie sul Messia. Erode non conosce le profezie e chiede. Gli rispondono citando il profeta Michea: A Betlemme di Giudea. E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda. Da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele.

Gli scribi si limitano a citare la profezia. Non fanno alcun cenno al suo significato. Né d’altronde dicono al re chi è il messia e cosa viene a fare. A volte si ricopre un ufficio che si svolge alla perfezione come un copione ma non si aiuta a fare luce. Cosi mai potrà nascere la fede.

Loro non spiegano. Erode va in agitazione e mette in atto un piano malvagio, così malvagio da arrivare a far uccidere tutti i bambini baschi da due anni in giù.

  • Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.

Dal racconto appare chiaramente che la stella non sia un evento naturale, bensì soprannaturale. Appare e scompare. Appare prima di Gerusalemme, in Gerusalemme c’è la profezia, fuori di Gerusalemme nuovamente riappare. Ancora una volta Dio e l’uomo insieme nella ricerca di Dio.

  • Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.

La gioia è degli uomini liberi, umili, veri, sinceri, poveri in spirito, amanti del bene e ricercatori di esso. Il profeta Simeone c’è lo ha ricordato in questi giorni: Cristo Gesù fin dalla sua nascita è segno di contraddizione: porta gioia nei semplici e in quanti cercano Dio; genera turbamento in quanti si oppongono a Dio e al suo disegno divino di salvezza. I Magi sono semplici. Dio è con il Giusto, lo protegge, lo salva per il compimento della sua missione. Dove non arriva l’uomo, arriva il Signore, purché vi sia nell’uomo volontà ferma di ascoltarlo e di mettere in pratica la sua parola.

Il racconto dei Magi è Vangelo, buona Novella: Dio non fa preferenze di persone. Egli vuole che ogni uomo lo riconosca e lo adori.

Tuttavia i Magi non hanno le profezie; Dio parla loro attraverso i segni della natura (naturali o soprannaturali a Dio e alla sua divina sapienza la scelta delle modalità per parlare ai cuori.

E’ certezza: chi cerca il Signore, dal Signore è trovato, poiché il Signore si lascia trovare da quanti lo cercano con cuore libero e disponibile.

 

  • Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua Madre, e pro­stratisi lo adorarono.

Nel gesto della prostrazione essi lo riconoscono come re. Nel gesto dell’adorazione come Dio. (Si ricordi che chi scrive è Matteo e Matteo è uomo di origine e di mentalità Ebraica).

  • Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

L’oro è per la regalità.  L’incenso è per la divinità.  La mirra è per la mortalità, l’amarezza, il dolore, la sofferenza. Nell’offerta di questi tre doni le profezia si ricompongono: Regalità e divinità, umanità e sofferenza, mortalità e immortalità, Dio e Uomo sono in questo BAMBINO CHE E’ NATO.

Come lo sono lo dirà la riflessione dogmatica della Chiesa (Nicea, Efeso, Calcedonia, Costantinopoli).

 

Cosa vorrei consegnarvi al termine di questa meditazione?

Tre principi, tre inviti.

  1. La fede è dono ma è anche ricerca, impegno, sacrificio. Date sempre cibo buono alla vostra fede. Siate insaziabili di Parola e desiderosi di conoscere il Signore. Solo restando con Lui si prende la sua forma.
  2. Siate piccoli e dal cuore umile che accoglie. Dio si manifesta ai piccoli.
  3. Non abbiate paura di dare. Non vi impoverite ma vi arricchirete. Chi a Dio dona da Dio sarà restituito, in tutto.

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