Esercizi spirituali di Avvento

15 – 16 Dicembre 2020

 

 

15 DICEMBRE (Ore 16:30) PRIMA MEDITAZIONE

Segno di croce

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

Inno

Tu quando verrai, Signore Gesù, quel giorno sarai un sole per noi.

Un libero canto da noi nascerà e come una danza il cielo sarà.

Tu quando verrai, Signore Gesù, insieme vorrai far festa con noi.

E senza tramonto la festa sarà, perché finalmente saremo con te.

Tu quando verrai, Signore Gesù, per sempre dirai: “Gioite con me!”.

Noi ora sappiamo che il Regno verrà: nel breve passaggio viviamo di te.

Orazione

Preghiamo. O Padre, che nel tuo Figlio ci hai eletto perché diventassimo santi e immacolati, apri il nostro cuore all’ascolto della tua Parola e rinnovalo con il tuo Spirito; donaci di capire il tuo disegno d’amore e di compierlo con animo generoso. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Lettura del Vangelo secondo Luca (1,39-56)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Meditazione

Quando il Signore entra nella nostra storia personale cosa succede? Porta qualcosa di nuovo, a volte inaspettato ma che ti cambia la vita e anche la missione.

Osservate la storia di Abramo, il Signore lo incontra, la promessa di una discendenza quanto la sabbia del mare e le stelle del cielo. Noè e la nuova creazione. Mosè e la missione di liberare il popolo e condurlo nella terra promessa e così via.

Anche Maria Santissima è incontrata dal Signore. L’Angelo Gabriele le fa visita. Le annuncia un mistero per lei incomprensibile: “come è possibile, non conosco uomo?”.

Cosa hanno in comune tutti coloro che sono stati visitati dal Signore? Iniziano un nuovo cammino con un cuore nuovo e occhi nuovi. Tutti iniziano a fidarsi del Signore, perché li guida la sua presenza, la sua Parola, la sua grazia.

Abbiamo ascoltato il brano del Vangelo che ci ricorda l’incontro di Maria con la cugina Elisabetta e il canto del Magnificat. Maria aveva detto all’angelo: “Avvenga di me secondo la tua parola”. Ecco la novità. Fidarsi del Signore. Maria si fida. Non ha bisogno di altro. Lei conserva ogni cosa nel cuore e cammina.

Ora possiamo per un attimo andare a noi, alla nostra vita. Noi tutti, chi per una via chi per un’altra siamo stati incontrati dal Signore.  Vi consegno tre domande:

  1. Posso dire di avere cuore nuovo?
  2. Posso dire di avere occhi nuovi?
  3. Posso dire di fidarmi completamente del Signore?

Ci torneremo ancora su queste domande perché sono il filo rosso che legano questi nostri esercizi spirituali.

Andiamo al brano del vangelo ascoltato.

Proviamo a chiederci se saremmo capaci di fare le affermazioni di Maria, se in ogni momento siamo in gradi di magnificare il nome del Signore. Oppure se non saremmo tentati, guardandoci intorno, di fare affermazioni contrarie, scettiche e disperate sulla situazione. Di dire, cioè, che i superbi trionfano, i potenti spadroneggiano dai loro troni, gli umili sono calpestati, gli affamati si moltiplicano con la loro fame, i ricchi arricchiscono sempre di più. Quella che noi chiamiamo visuale realistica delle cose, viene qui rovesciata, nella contemplazione che Maria fa dell’opera di Dio. È Maria che traccia un quadro ideale, o siamo noi, che non riusciamo a cogliere esattamente le dimensioni della realtà? In qualche modo, l’una e l’altra cosa sono vere. Infatti, alcuni Salmi, al contrario del Magnificat, dicono che non c’è più verità tra i figli dell’uomo, che ciascuno è menzognero e sfrutta il suo prossimo. Esprimono, cioè, delle conclusioni realistiche sulle miserie e sulle sofferenze del mondo che sono l’opposto della descrizione di Maria. Il fatto è che Maria parla guardando la storia dalla parte della speranza, si mette dalla parte del Regno, e, in una umanità piena di mali, di sofferenze e di ingiustizie, contempla la venuta di Dio che sta trasformando la povera esistenza umana. Chiediamoci, allora, perché Maria può compiere questo gesto profetico, questa contemplazione coraggiosa della storia, nella quale fa emergere i segni del Regno e i segni della speranza, per illuminare, a partire da essi, anche tutte le sofferenze dell’umanità destinate ad essere trasformate e capovolte dall’avanzare del Regno.

Esperienza personale

Maria può farlo perché ha sperimentato la salvezza. Ha sperimentato Dio come salvatore della sua vita e in un attimo, vorticosamente, l’ha trasformata facendola esistere in un nuovo modo di essere, di amare, di sperare, di rapportarsi a Dio e agli altri. «Dio, mio salvatore». Da questo luogo, dell’esperienza di pienezza di salvezza, Maria può guardarsi attorno, può guardare la storia. Maria vede tutta la storia di Israele, le grandi meraviglie compiute da Dio per la salvezza del suo popolo e può cogliere quelli che il Concilio Vaticano II ha chiamato «i segni dei tempi».

Per consegnarvi un’immagine semplice, semplice per farvi comprendere meglio. Provate a fare la differenza tra quando siete nel pieno della gioia, della felicità e invece quando siete tristi, sofferenti con problemi.

La visione delle cose, del mondo, della realtà, degli altri è la stessa? Assolutamente no. Quando si è felici tutto è più bello. È forse cambiato lo scenario che ci circonda? No, siamo cambiati noi. Perché c’è qualcosa dentro che ci fa vedere diversamente le cose, le persone. Se ci pensate in attimo, spesso il problema non sono gli altri, siamo noi stessi. Chi è abituato a vedere solo il nero, dirà sempre che gli altri sono così e così, che non lo capiscono, che non lo accettano etc.

Se mi permettete un’immagine, possiamo dire che Gesù è colui che colora la nostra vita.

Questo non significa che dobbiamo essere sempre felici: se abbiamo una malattia dobbiamo sprizzare gioia, se siamo in lutto dobbiamo essere felici. No. Niente di tutto questo. Se, però, ogni situazione che viviamo è incontrata dalla presenza del Signore, allora tutto diventa nuovo. E tornano ancora le tre domande poste sopra:

  1. Posso dire di avere cuore nuovo?
  2. Posso dire di avere occhi nuovi?
  3. Posso dire di fidarmi completamente del Signore?

A partire dalla propria vita, Maria scorge i segni della speranza, i segni del Vangelo, le anticipazioni del Regno di Dio. Non si può conoscere il Dio del Vangelo se non si fa esperienza della salvezza. La Vergine l’ha fatta: ha conosciuto il Dio del Vangelo; può proclamare Dio e guardare la storia del mondo, mettendosi dalla parte del mondo.

Preghiera comune

Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, la mia intelligenza e tutta la mia volontà, tutto ciò che ho e posseggo.

Tu me li hai dati, a te, Signore, li restituisco.

Tutto è tuo, disponi di ogni cosa secondo la tua volontà.

Dammi il tuo amore e la tua grazia e questo mi basta.

Signore, insegnami ad essere generoso,

a servirti come meriti, a dare senza risparmio,

a lottare senza temere le ferite,

a lavorare senza cercare riposo,

a donarmi senza aspettare altra ricompensa che non sia la tua santissima volontà. Amen.

(S. Ignazio di Loyola) S. Uniamo le nostre voci e preghiamo come Gesù ci ha insegnato: T. Padre nostro…

Orazione

Preghiamo.

O Dio onnipotente ed eterno, che in questa assemblea vuoi illuminare la nostra vita con la tua Parola di salvezza, guidaci con mano paterna sul nostro cammino perché, alla scuola del Vangelo, diventiamo amici fedeli di Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Don Francesco Cristofaro

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